Dal Piacere alla…. Sindrome da Prestazione!

Di Francesco Basile




Segni e Sintomi:

Si inizia a correre per il proprio piacere ed in assoluta pace con se stessi… poi si ha la “sfortuna” di incontrare un podista (conoscente o amico affetto dalla Sindrome da Prestazione) che ti ferma per strada e ti dice: “Scusa, ti ho visto spesso correre, perché non ti iscrivi a qualche associazione podistica e partecipi a qualche gara?…” e in maniera più contagiosa, per convincerti, aggiunge: “Se vuoi ti preparo io una tabella!”.

Ormai è fatta, si passa dal correre a sensazione all’allenarsi! Non più quando hai voglia, ma quando la tabella (scrittura sacra da osservare con fede e dedizione maniacale!) lo prescrive, come scrupolosamente fa un professionista keniano. I dolci, le patatine e le bevande gasate saranno solo un ricordo, si darà spazio ai centrifugati di frutta, verdura e vari biberon di integratori proteici.

Famosa nel Pre-gara è la lamentazione di qualche male, generalmente inventato, da condividere con gli amici podisti in una sorta di gioco al rialzo tipo: “Oggi mi tira la gamba!”, “Io invece ho la fascite plantare!”, “Ho la spalla che fa contatto con il tallone!”, “Io invece sono fermo da 3 mesi causa lavoro” oppure semplicemente “Oggi mi sento stanco!” e nonostante tutti questi malanni inventati, si riesce a fare anche il personale (miglior tempo in una gara).

Mentre nel Post-gara alla domanda “com’è andata?” è un infinito di racconti dal fronte, “Al 2 km non sentivo le gambe girare, al 4 km una fitta nel fianco, al 7 km ci voleva un altro ristoro… il mio Garmin ha segnato 100 metri in più, considerando che il vento soffiava a 3 km/h e io andavo a 4’50”, la pendenza di 2,3° e quindi togliendo i 100 metri, l’umidità, il caldo e che comunque all’ 8° km ho superato Antonio (quello che nella gara precedente è arrivato prima di me), HO FATTO IL PERSONALE!”. Dopodichè, il pomeriggio e la sera continua la descrizione maniacale di ogni metro corso in gara.

Alcuni podisti che “soffrono” di Sindrome da prestazione, non avendo alcuna speranza di vincere alcuna gara a cui partecipano, gareggiano esclusivamente per battere se stessi o altri amici podisti. Quindi NON SARA’ PIU’ IN GRADO DI RITORNARE A QUELLO STATO DI EQUILIBRIO E PACE INTERIORE CHE PROVAVA ALL’INIZIO.

Non dimentichiamoci che il podismo è salute, partecipare ad una gara e far parte di un’associazione podistica, permette di conoscere tanta bella gente, condividere la stessa passione e in più scoprire nuove amicizie che spesso vanno anche oltre il podismo. Ragion per cui non facciamoci contagiare dalla Sindrome da prestazione, continuiamo a vivere intensamente ogni respiro ed ogni singolo passo senza ulteriori ansie pre/post-gara.

Scongiuriamo le false lamentazioni ed eventuali rialzi, anche perché tra i tanti podisti potresti incontrare colui che corre solo per sentirsi vivo e quindi non gli interessa se tu fai il personal time o meno ed inoltre la domanda: “Come è andata oggi?” non vuol dire dimmi metro per metro i dolori, le sensazioni, le condizioni atmosferiche ecc. per poi alla fine, dopo circa 1 ora, dire il tempo perché potresti incontrare colui che si annoierebbe poiché gli basterebbe sapere solo il tempo o i pareri sull’organizzazione della gara o ancor meglio attende che tu gli offra un caffè o al massimo una birra!.

Caro amico podista, in caso accusi almeno uno di questi sintomi, ricorda solo di

NON PERDERE IL PIACERE DI CORRERE!

Cari saluti dal vostro amico podista

Francesco BASILE 

Vice-presidente ASD PODISTICA VICO DEL GARGANO

“Ho sempre amato correre, è qualcosa che puoi fare da solo, unicamente grazie alla tua volontà. Puoi andare in qualsiasi direzione, correre lento o veloce, o contro vento se ne hai voglia, scoprire nuovi luoghi usando solo la forza dei tuoi piedi ed il coraggio dei tuoi polmoni.”

(Jesse Owens)

 

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