INTERVISTA A…. MARIELLA DILEO

di Raffaele Luciano

Diamo la parola a Mariella Dileo, ultra maratoneta, organizzatrice, pacemaker, spingitrice, promoter di diverse gare in tutta Italia, testimonial di diverse iniziative benefiche.  Una donna che ha fatto della corsa un mezzo per aggregare persone e promuovere il territorio, grazie alla sua semplicità disarmante, alla sua umiltà e al suo sorriso.

Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito Mariella, ti chiedo di raccontarci brevemente perché hai iniziato a correre?

Grazie a voi per aver pensato a me. Ho iniziato a correre a 40 Anni, quando dopo 10 anni dedicati al ruolo di madre che tanto avevo voluto, ma che mi aveva visto aumentare di peso fino ad arrivare a 100 kg. Dovevo recuperare la mia forma fisica.

Da diversi anni sei impegnata come pacemaker, spingitrice, promoter di diverse gare in tutta Italia e di iniziative benefiche? Cosi ti ha spinto ad andare oltre la corsa, ad esporti per gli altri sia come organizzatori, mettendo a rischio la tua immagine che come testimonial per diverse iniziative benefiche? Ti è servita come occasione di crescita? Lo rifaresti?

Il ruolo da pacer mi gratifica molto, è un dare/avere che motiva le mie maratone, raccolgo lungo i 42km tante motivazioni da chi mi affianca, molte di queste diventeranno le mie e le mie diventano le loro, è uno scambio magico. Correndo spesso al nord, mi capitava di affiancare gruppi di spingitori, questa cosa mi emozionava e mi ha portato a dedicare alcune mie gare a loro, ho corso con Fabrizio a Rimini, con Alessandro a Brescia, ma la mia vittoria più grande è stata portare a Barletta questa realtà e trovare in ogni gara gruppi allegri di spingitori o di accompagnatori che danno valore aggiunto alla gara.

Le esperienze da pacemaker e da spingitrice sono frutto di una scelta coraggiosa che non tutti sono pronti a fare, specie adesso che molti corrono solo per la prestazione cronometrica. Quanto ti è servito e ti hanno arricchito le esperienze in cui hai aiutato gli altri a raggiungere il traguardo? Ci puoi raccontare qualche episodio a cui sei particolarmente legato?

Rinunciare alla propria gara per fare da pacer o da spingitore è per me un grande onore, mi regalano emozioni forti e indimenticabili, come mai dimenticherò il traguardo della maratona di Rimini, spingendo Fabrizio, che ci guardava con gli occhi pieni di lacrime e un sorriso immenso, arrivare al traguardo trovando ad attenderci la mamma e il fratello in ginocchio …non c’è medaglia più bella!

Oltre ad aver corso in Italia hai corso anche all’estero, hai potuto fare quindi un confronto tra la nostra realtà e l’estero, quali sono i punti di forza e di debolezza della nostra realtà?

Ho vissuto tante gare all’estero, New York per 5 volte, Valencia, Barcellona, Honolulu, Berlino, Amsterdam e Lisbona, tutto questo mi ha dato conferma che i percorsi più belli sono in Italia, ma di strada ne abbiamo da fare!

Come fa Mariella Dileo a correre, partecipare ad eventi promozionali, organizzare manifestazioni, prestare la sua immagine per iniziative benefiche, oltre ad essere mamma, a lavorare e a gestire la casa?

Una donna può fare molto, non dico tutto! Oggi I miei figli sono adulti e vivono fuori, ho sempre fatto la mamma, la figlia e ho lavorato cercando di incastrare tutto senza che nulla togliesse all’altro, ma devo ringraziare I miei figli, Raffaele e Laura che mi hanno sempre sostenuta.

Tra una gara in cui ti diverti e una gara in cui ottieni una buona prestazione cosa scegli?

Solo la gara in cui mi diverto!

La corsa è uno sport individuale, ma correre in compagnia è meglio. Dal tuo punto di vista, quanto è importante correre insieme?

Correre da soli a volte ci sta, ma la compagnia è quella che ti fa scendere dal letto, specie d’inverno, ed è quella che ti fa fare le lunghe distanze senza avvertire la stanchezza.

Ultima domanda, quella più difficile: Da qui a 10 anni come vedi il mondo del podismo?

Come vorrei vederlo? Sicuramente cambiato molto, ma il mio sogno è di vivere una maratona in Italia con un pubblico per strada come quello Americano…un sogno!

Non era l’ultima domanda, quella più difficile, la più difficile è questa: vista la tua esperienza anche su diversi fronti, il tuo modo di interpretare la corsa non solo come gesto sportivo ma anche come mezzo di promozione del territorio e di aggregazione sociale, qual è il messaggio che Mariella Dileo vuole dare ai podisti, in particolare a quelli che si affannano nella ricerca della prestazione a tutti i costi?

Io credo che se avessi voluto fare l’atleta avrei dovuto farla a 15 anni, oggi a 55 anni, dopo la gara devo essere in forma per affrontare la vita quotidiana con il lavoro e I problemi di tutti i giorni, allora mi vivo le gare come conoscenza del territorio, mi guardo intorno, se posso fotografo oppure fotografo con il cuore, ma scelgo le gare anche per la bellezza del territorio e di conseguenza lo promuovo e invito sempre tutti a venire a correre in Puglia!

Grazie Mariella per il tempo che ci hai dedicato, per il messaggio che attraverso Correreinpuglia.it ci hai dato.

Grazie Raffaele, grazie per la tua considerazione!

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