di Raffaele Luciano
Proseguiamo questo giro di interviste con Emma Caputo Fortunato, podista, pacemaker, organizzatrice di gare.
- Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito Emma, ti chiedo di raccontarci brevemente perché hai iniziato a correre?
Buongiorno Raffaele ho cominciato a correre perché mentre correvo mi sentivo libera…spensierata e ho sempre amato il mare…qui a Bari appena uscivo di casa raggiungevo subito il lungomare..e poi come tutte le donne per mangiare senza avere kg di troppo.
- Dalle foto sui social, vedo che corri prevalentemente la mattina presto: lo fai per motivi di lavoro o altro?
Corro spesso all’alba per via dei turni di lavoro e perché adoro i miei amici dell’alba.
- La tua simpatia, la tua spontaneità sono una calamita per tanti podisti. Accetti volentieri di organizzare raduni o manifestazioni che attraverso la corsa veicolano messaggi di sensibilizzazione o promozione del territorio e dello sport (ad esempio: la fiaccolata Nicolaiana, le corse per sostenere iniziative benefiche). Come nascono queste iniziative?
Si, quando mi chiedono di organizzare un evento e il fine è di sensibilizzazione per un ente o una persona in difficoltà cerco di dare il massimo del mio supporto ovviamente chiedendo l’aiuto ai miei amici, perché il gioco di squadra è sempre vincente e grazie a Dio rispondono attivamente dandomi fiducia.
- Che importanza ha la corsa per la promozione del territorio secondo te?
La corsa ha una buona importanza per il territorio soprattutto attraverso i trail e cross si conoscono posti non molto conosciuti da gran parte della gente.
- Spesso ti abbiamo visto come spingitrice in diverse gare. Hai messo a disposizione te stessa per far vivere le emozioni della corsa ad un’altra persona. Ci puoi raccontare un episodio particolare?
Correre come spingitrice mi regala emozioni uniche profonde meravigliose e intense, sono i ragazzi ad insegnarmi di essere grati alla vita e a Dio, benedico loro perché mi danno sempre una gran lezione di vita. Adoro quando mi stringono la mano e mi sorridono…in quei occhi trovo tutta la forza per affrontare i 42 km senza fatica ma solo amore.
- Che importanza ha per te correre per gli altri?
Per me correre per gli altri mi fa sentire più felice. Non sono una top runner e quindi piuttosto che correre per me stessa amo correre in compagnia, divertendomi.
- Oltre ad essere una spingitrice, sei una pacemaker, cosa provi a guidare un gruppo di podisti al traguardo rispettando il tempo stabilito?
Come pacemaker mi sento responsabile, di chi si affida a me, di chi prima della partenza mi dice “portami al traguardo voglio raggiungere il tempo del palloncino”, quindi sono attenta ad ascoltare il loro passo, il loro respiro…a dargli consigli soprattutto nei punti critici, salite o al 16° km quando la fatica comincia a sentirsi, cerco di distrarli di liberare la loro mente… Il momento per me più gratificante è l’abbraccio e il grazie all’arrivo, quando soddisfatti mi mostrano la medaglia. L’essenza della corsa per me.
- Perché un podista dovrebbe correre almeno una volta per gli altri?
Un podista dovrebbe correre almeno una volta per gli altri per fare semplicemente un paragone. Poi è libero di scegliere se correre per se stesso o per gli altri.
- Correre per gli altri cambia il modo di concepire la corsa?
Correre per gli altri a me gratifica l’animo e ne ho bisogno.
- Ultima domanda, quella più difficile: Da qui a 10 anni come vedi il mondo del podismo?
Spero che da qui a dieci anni ci siano podisti che ancora corrono per il piacere di correre senza assumere nulla e misurarsi con se stessi e con gli altri… Lo sport va vissuto con rispetto verso se stessi e verso i propri avversari se così vogliamo chiamarli.
- Cosa vorresti dire ai podisti che vivono la corsa con la costante ricerca della prestazione cronometrica, tralasciando l’importanza dei rapporti umani?
Ogni individuo è giusto che viva la propria corsa come sente… Se lo appaga la competitività e anche giusto attenersi al cronometro, però ogni tanto sarebbe bello correre per qualcuno meno fortunato, vi giuro, vi farà percepire un’altra dimensione, più intensa più sensibile più…e non ne farete più a meno di quel insegnamento!!!
Grazie Emma per il tuo importante contributo, ci vedremo presto sulle strade per condividere insieme nuove esperienze da raccontare.


