A metà mandato, intervistiamo il Responsabile Master Fidal Foggia
A metà mandato del Comitato provinciale Fidal Foggia, abbiamo deciso di intervistare il Responsabile del Settore Master, Raffaele Luciano.
Raffaele, sono passati due anni dalla tua elezione in seno al Comitato Provinciale Fidal Foggia, qual è il suo attuale stato di salute? Facci un bilancio di questi due anni.
Nei giorni scorsi ho riletto il programma per questo quadriennio, e devo dire che è stato fatto poco rispetto a quello che è scritto, non per inerzia o pigrizia ma perché al momento della scrittura del programma eravamo ignari di tutti gli adempimenti dovuti a indicazioni di Enti e Istituzioni ai quali le società avrebbero dovuto far fronte di lì a qualche mese e mi riferisco alla Circolare Gabrielli, alla procedura telematica per il rinnovo del certificato di idoneità agonistica attivata dalla regione Puglia, sino ad arrivare agli adempimenti per l’adeguamento delle nostre associazioni alla normativa privacy dopo l’entrata in vigore del Regolamento UE 2016/679, senza dimenticare l’organizzazione di corsi di primo soccorso per l’utilizzo del defibrillatore come previsto dal Decreto Balduzzi. Questi adempimenti hanno richiesto un’importante investimento in termini di studio, aggiornamento che è stato offerto alle società. C’è molto da lavorare con i ragazzi, se vogliamo dare un futuro all’atletica, uscendo da una visione prettamente “foggiana” dell’atletica, coinvolgendo il territorio della provincia, con incontri formativi per i dirigenti e i tecnici che seguono i ragazzi, c’è stato un incontro, l’11 marzo scorso che però non ha visto la partecipazione dei tecnici e degli atleti della provincia. Occorre riprovare nuovamente. Abbiamo realizzato un vademecum per l’organizzazione delle gare su strada, un regolamento per le gare, in modo da mettere tutti gli organizzatori nelle stesse condizioni, è stato potenziato il sito internet del comitato provinciale, costantemente aggiornato sia con le notizie riguardanti l’attività su strada che l’attività giovanili e i risultati di rilievo conseguiti dai nostri atleti e dagli atleti originari della nostra provincia che militano in altre società. Abbiamo iniziato a curare le statistiche con i risultati “All time” della nostra provincia ma l’iniziativa si è fermata per la mancanza di collaborazione nell’invio dei dati da parte degli interessati stessi.
Gira voce che il settore Master sia un bel salvadanaio per la Fidal. Infatti, alle enormi richieste economiche sia per il tesseramento sia per l’organizzazione di eventi non corrisponde un’adeguata qualità dei servizi offerti, tali da giustificare le richieste della Federazione, cosa ne pensi?
È difficile esprimere un’opinione precisa in merito, ci sono tanti aspetti da valutare, ma se ci atteniamo ai fatti e alle cifre risulta che di certo negli ultimi anni c’è stato un notevole aumento dei costi per le società, sia di gestione ordinaria (causato anche dalla fuoriuscita di iscritti a causa della creazione della Runcard) e sia nell’organizzazione di gare, penso all’aumento delle tasse di omologazione gara che per le mezze maratone è passato da 200 euro, quando le mezze erano a livello provinciale a 1200 euro, con l’obbligo di omologarle solo a livello nazionale, avrebbe dovuto esserci una crescita del livello organizzativo, c’è stata invece una cancellazione in massa delle gare. Nella nostra provincia il contributo importante del settore master viene investito per il funzionamento del Comitato, e soprattutto per l’attività giovanile, possiamo dire che i risultati dei ragazzi sono anche merito dei master della provincia di Foggia. In merito alle reiterate richieste di trasparenza, posso solo dire che vengono rispettate le norme Fidal. Per fortuna nell’ultimo anno con l’istituzione a livello nazionale di “Servizi per il Territorio” la Federazione si è avvicinata alle società inviando settimanalmente comunicazioni di carattere fiscale, amministrativo e tecnico agevolando la gestione delle società, certo si potrebbe fare molto altro, penso alla formazione dei tecnici, con degli incontri per i tecnici di società, evitando di abbandonarli dopo il conseguimento della qualifica di Istruttore, cosi come si dovrebbe, ma qui si entra in un campo minato, promuovere l’atletica giovanile in provincia, coinvolgendo le scuole, e stimolando le società, ma qui il discorso si complica per la mancanza di strutture sportive e per la difficoltà in alcune realtà ad avvicinarsi ai ragazzi.
In riferimento al rapporto tra il Comitato e le Società, come lo reputi? Su quali tematiche le società premono maggiormente? Cosa fa il comitato per venirgli incontro?
E’ innegabile che il rapporto Comitato/società sia un rapporto di convivenza, pesano certe scelte dell’ultima assemblea elettiva, la presenza di rappresentanti di società che non hanno attività ne su strada ne su pista e che hanno invece un potere decisionale all’interno del consiglio provinciale e regionale, senza però aver mai avuto contatti con il sottoscritto o con le società podistiche per verificare eventuali candidature a campionati regionali o nazionali, per ascoltare eventuali proposte da portare in consiglio regionale. Per fortuna, abbiamo la disponibilità del Presidente Carmine Ricci, al quale si deve un’importante percorso di crescita dell’atletica e della corsa su strada, grazie agli incontri con le società ai costanti rapporti con i vertici regionali, alla sua presenza alle gare e all’ascolto e alla mediazione offerta alle società e ai dirigenti. Il CorriCapitanata è diventato l’assillo di molti, ci sono altri argomenti da affrontare, altre problematiche cui far fronte penso ai servizi da offrire ai podisti, al miglioramento del livello organizzativo delle gare, alla collaborazione delle società per la promozione dell’atletica giovanile, alla formazione dei dirigenti e dei tecnici. Nel rispetto delle proprie competenze il Comitato Provinciale ha dato e dà indicazioni sulle direttive da seguire, spero che non ci siano altri adempimenti impegnativi richiesti da enti e istituzioni per potermi dedicare in misura maggiore ad attuare il programma di questo quadriennio e per dare concretezza quello che sto dicendo qui.
Passiamo alla parte meramente sportiva, parliamo delle gare podistiche su strada. Quali aspetti sono migliorati in questi anni e cosa desideri che si migliori?
In questi anni è aumentato il numero delle gare podistiche su strada, è aumentata la sicurezza sui percorsi cosi come il livello dei servizi offerti ai podisti. Ci sono tanti aspetti sui quali si può intervenire, penso alla segnalazione del percorso gara, penso all’inserimento delle gare giovanili prima delle gare podistiche, penso alla segnalazione dei servizi per i podisti. Ci arriveremo per gradi, soprattutto negli ultimi anni l’organizzazione delle gare su strada sta diventando sempre più complessa, dopo la “Circolare Gabrielli” sono aumentati i costi per l’organizzazione delle gare ed è necessario coinvolgere soggetti pubblici che hanno un’interesse spesso conflittuale con gli organizzatori, o che hanno poca intenzione di collaborare. Tra i punti da migliorare: sicuramente la promozione delle gare, non solo come evento sportivo, ma come occasione per far conoscere un territorio, i suoi prodotti, le sue attività produttive, penso che le gare potrebbero essere una importante occasione di promozione del territorio. Manca, e dispiace dirlo, la volontà di fare rete per realizzare un qualcosa che faccia conoscere le nostre gare, e tutto quello che ruota attorno ad esse. Lo scorso anno, un mese dopo l’elezione nel Consiglio, scrissi ai Presidenti delle società podistiche di voler creare un sito web nel quale oltre a promuovere le singole gare era possibile inserire le informazioni turistiche, i contatti, i servizi e le aziende interessanti nel comune in cui si svolgeva la gara, al sito web avrebbe fatto seguito una brochure illustrativa e si poteva accedere a contributi regionali per la promozione del territorio che poi andavano alle società, ho avuto solo 3 risposte e non si è fatto nulla. So di attirarmi la rabbia di molti, ma abolirei il pacco gara, non è possibile che una gara venga giudicata dal pacco gara, oramai siamo pieni di maglie tecniche, canotte, completi gara, spesso di pessima qualità che non usiamo, e che sono costati parecchio a chi ha organizzato la gara. Eviteremmo cosi le tante scenette che si verificano al momento del ritiro del pacco gara. Io userei prodotti tipici, e per fortuna in provincia ne abbiamo in abbondanza, altrimenti, come succede nel CorriPuglia, un sacchetto con una mela, una bottiglietta d’acqua e un dolce.
CorriCapitanata. Si è visto negli ultimi anni che questo circuito ha portato a diversi malintesi, ivi compreso l’intervento della Giustizia Sportiva. Secondo te, si sta perdendo di vista lo spirito sportivo?
Purtroppo quello che doveva essere un circuito per avere più iscritti alle nostre gare, e che comprendesse gare con determinati standard organizzativi si è trasformato per alcuni in un’arena, un luogo di rivalsa, di scontro. L’intervento della Giustizia Sportiva rappresenta l’esasperazione di un clima pesante e l’irrigidimento dei rapporti tra le società. Da studioso del diritto e da sportivo ritengo che sia fondamentale rispettare le regole, la vita e lo sport sono fatti di regole, l’atletica è fatta di regole, ma arrivare a deferire una società quanto la stessa situazione poteva essere risolta in un altro modo è esagerato. In passato, ci sono stati casi analoghi risolti con una telefonata al presidente, negli ultimi 4 anni, ben 5 sono state le società alle quali è stato azzerato il punteggio nella classifica di società in una gara del CorriCapitanata perché un’atleta ha corso con il pettorale di un altro atleta. Ciascun Presidente di società può incorrere nello stesso errore, nessuno di noi può e deve farsi giudice degli errori e delle responsabilità altrui, altrimenti si scatena una guerra tra poveri. Si, stiamo perdendo lo spirito sportivo, dobbiamo tenere ben in mente che siamo degli amatori, ciascuno di noi nella vita fa altro, la corsa è un mezzo per stare bene, per crescere, per conoscere gente, conoscere posti, per rivedere gli amici. Ben venga la volontà di migliorare le prestazioni cronometriche sulle diverse distanze, rispetto chi vuole migliorarsi cosi come rispetto chi corre per divertirsi. Cosi come ben vengano le società strutturate per competere a livello regionale e nazionale, meritano rispetto e ammirazione. Non condivido gli eccessi, siamo passati dall’andare alle gare in un clima di festa, all’andare alle gare come se si affrontasse un nemico, con l’assillo del cronometro, della tabella, questo non è più divertimento.
Sul territorio provinciale sono nate diverse associazioni sportive. Ciò non ha però generato un relativo aumento di partecipazione alle gare. Alla luce di ciò, riesci a dare una giustificazione a questa discordanza?
Va fatta una opportuna precisazione, sono nate associazioni sportive in realtà dove non c’erano società e questo è sicuramente un bene, queste società e penso alla Podistica Vico del Gargano, alla Gymnasium 2010 di Ischitella, alla CorriCapojale Fitnees & Dance sono diventate un punto di riferimento per tante persone che si sono avvicinate alla corsa, per i Comuni con i quali hanno organizzato gare podistiche che hanno anche il merito di promuovere il territorio, e che quindi hanno portato altri podisti a partecipare alle gare; accanto a queste nuove realtà sono nate altre società dalla scissione di società esistenti o perché alcuni componenti di società già esistenti hanno dato vita ad un’altra società e che di fatto non hanno portato altri podisti a partecipare alle gare, c’è stato solo un cambio di canotta. Onestamente ci ha guadagnato solo chi incassa le tasse federali. Nella nostra provincia abbiamo 950 tesserati master, non c’è stata una sola gara che ha visto almeno 450 tesserati master della nostra provincia al via, i motivi sono diversi: in ogni società ci sono molti tesserati solo sulla carta, molti tesserati preferiscono correre solo maratone, purtroppo molti tesserati preferiscono correre solo fuori dalla nostra provincia perché ritengono che il livello organizzativo delle nostre gare sia basso, salvo poi correre altrove prendersi delle fregature e far finta di nulla. Resto convinto dell’importanza di fare rete nella nostra provincia, per far crescere le nostre gare e le nostre società, solo così potremmo avere gare meglio organizzate e partecipate.
Quali sono i progetti futuri per il Settore Master?
A gennaio organizzeremo un convegno per i dirigenti delle società podistiche che riguarda le responsabilità civili, penali e amministrative della gestione delle società alla luce delle modifiche normative intervenute quest’anno (il già citato Regolamento Privacy e la Circolare 18 dell’Agenzia delle Entrate in primis, oltre agli adempimenti richiesti dal nuovo Registro CONI), seguirà un convegno per tutti gli atleti sull’importanza dell’alimentazione nello sport, dovremmo finalmente attivare la newsletter del comitato provinciale con la quale spero cresca la comunicazione con i podisti della nostra provincia, nella quale oltre alle comunicazioni riguardanti il calendario delle gare, e le classifiche, i podisti riceveranno articoli di esperti in merito all’allenamento, all’alimentazione e consigli pratici per lo svolgimento dell’attività sportiva. I primi di gennaio come ho fatto in questi 2 anni, incontrerò i presidenti delle società che fanno attività su strada per ascoltare le loro proposte, le loro critiche e i loro suggerimenti, se necessario modificheremo il regolamento del CorriCapitanata che poi presenterò al Consiglio per l’approvazione. E’ una contraddizione in termini, ma nel futuro vorrei un ritorno al passato, come ho già detto, vorrei vivere la gara con un clima di serenità, di tranquillità, una festa, con la giusta dose di competizione, senza esasperare gli animi e senza lacerare rapporti umani, alle Olimpiadi nessuno di noi andrà, ma almeno ci saremo regalati momenti di festa e di sport che porteremo con noi per sempre.
Ne approfitto della pazienza, scusandomi per la lunghezza delle risposte, ma la qualità delle domande lo meritavano per augurare allo Staff di CorrereinPuglia e a tutti i podisti e alle loro famiglie un Santo Natale e un Nuovo Anno foriero di serenità.


