di Raffaele Luciano
Proseguiamo questo giro di interviste con Teresa Lelario, maratoneta con ottimi risultati anche nelle gare in pista.
- Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito Teresa, ti chiedo di raccontarci brevemente perché hai iniziato a correre?
Ho iniziato a correre semplicemente perché mi svegliavo presto troppo presto al mattino e fino alla sveglia del resto della famiglia … intendo marito e figlia, ne avevo solo una allora, non sapevo che fare.
- Il tuo 3:07 alla Maratona di Valencia dello scorso 2 dicembre, ti colloca al 79° posto tra le donne nella maratona italiana. Che effetto ti fa?
Effetto di quel 3.07 .01 è stato di pensare subito voglio far meno soprattutto per le sensazioni avute in preparazione ed in gara. Parlo del benessere provato ad allenarmi e della soddisfazione dopo ogni allenamento e rendermi conto alla fine che il risultato di quella maratona non era altro che il premio per il lavoro fatto prima. E poi l’incredulità perché pensavo prima di allora che oltre il 3.15 .20 sempre a Valencia nel 2017 non sarei potuta andare. Quindi felice di esserci riuscita soprattutto stando bene prima, durante e dopo la gara.
- Oltre ai risultati importanti nelle gare su strada, hai ottenuto ottimi risultati anche su pista e nei trail. Qual è l’importanza della pista per la preparazione delle gare su strada e secondo te la pista completa la formazione di un podista che corre prevalentemente su strada?
A me la pista non piace molto l’ho provata proprio per capire se potevo innamorarmi di lei visto che dicono sia la precisione dell’atletica ma preferisco la strada, mentre il trail mi è piaciuto molto e mi piace per evadere dalle solite gare e per correre senza la fissa del tempo per sentirsi liberi nella natura. Questo non vuole dire che nel trail la prestazione non sia importante anzi anche li si fanno progressi e se vivessi in un posto diverso farei più trail che gare su strada diciamo che al riguardo qui ho poca possibilità di allenarmi per quella tipologia di gare. Infatti quando ho fatto trail mi spostavo a gareggiare sulla costiera amalfitana nel 2016 non ci stavano ancora nel circuito trail che esiste oggi ne tante gare trail anche se non sono proprio trail si parla di trail solitamente da 600mt in su di dislivello e non 150 o 300 ecc. Però sempre meglio di niente e comunque è bello che ci siano queste gare che valorizzano certi territori e che educhino al rispetto dell’ambiente
- Oltre a correre, sei moglie, mamma di due ragazze e lavori in un’azienda privata. Come fa Teresa Lelario a conciliare lavoro, famiglia e allenamenti?
Diciamo che mi alleno mattina molto presto per non togliere del tempo alla mia famiglia o al lavoro e non riuscirei a farlo in un altro momento della giornata se non di mattina quando tutti dormono
- I risultati che hai ottenuto sono frutto di allenamenti specifici, fatti spesso da sola, oltre che di una dieta ferrea. Che cosa ti senti di dire a chi fa della corsa l’unica ragione di vita?
Beh la corsa unica ragione di vita non può esserlo per noi che abbiamo altro nessuno ci paga ma purtroppo vedo gente che fa di tutto per ottenere risultati o che rovina rapporti di amicizia per la corsa. A me personalmente serve perché io correndo sono nella mia dimensione preferita, sono a mio agio e mi sento libera.
- Teresa Lelario corre sempre per il cronometro o ci sono gare nelle quali hai dato importanza ad altro: hai aiutato un podista in difficoltà? Hai corso senza velleità cronometriche?
Io sarei ipocrita se dicessi che non ho corso o non corro per la prestazione perché ogni volta sfido me stessa e la maratona e la sfida con me stessa per eccellenza del resto mi importa poco perché per me la maratona è la gara per eccellenza devi impegnarti dal momento in cui decidi di farla fino al giorno in cui la stai facendo. Certo tutti possono dipende sempre dai punti di vista ma se io devo correre una maratona al cronometro lo penso perché quando feci 3:26 a Ravenna e non era quello che avrei voluto la domenica successiva avevo Valencia e correrla sarebbe stato un rischio dopo 7 giorni ma io ero troppo demoralizzata da quel risultato una delusione enorme e unico modo per rifarmi era dimostrare a me stessa che potevo fare meno e cosi fu, feci 3:16. Ovvio che se mi piace correre bene su 42 km altrettanto su 10 e 21 ma la 42 la adoro. Si spesso dopo le gare soprattutto quando ho deciso di fare il corripuglia 2016 finivo e tornavo a prendere le mie amiche proprio perché abituata a correre di più io dopo una 10km non sentivo stanchezza questo anche perché prima del corripuglia come anche ora io non ero e non sono molto presente alle 10 km finiscono presto non mi riscaldo é solo un assaggio per me ecco perché la pista non credo faccia per me ho fatto la gara più lunga in pista il 10000 proprio perché non riuscirei a fare un 1500 o meno…o poco più insomma.
- Dopo aver raggiunto il 79° posto nella classifica italiana delle donne in maratona, quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Il mio obiettivo é sicuramente cercare di migliorare il personale in maratona.
- Come scegli le gare alle quali partecipi?
Le gare le scelgo in base a come sto o all’obiettivo che ho a lungo termine.
- Che rapporto hai con le altre donne podiste?
Ho corso un allenamento sempre e corro quasi sempre sola e se capitato ho preferito correr con gruppi di uomini.
- Ultima domanda, quella più difficile: Da qui a 10 anni come vedi il mondo del podismo?
Da qui a 10 anni spero di correre e fare sempre il meglio nella mia categoria e se non sarà così avrò sempre l alternativa nel nuoto che mi piace e che alterno alla corsa.
- Cosa vorresti dire ai podisti che vivono la corsa con la costante ricerca della prestazione cronometrica, tralasciando l’importanza dei rapporti umani?
I rapporti umani sono importanti ma ti dirò io mi sono resa conto che se sei al top tutti vogliono salire sul carro dei vincitori ma neo momenti più duri in cui magari hai un infortunio o non sei al top allora si contano sulle dita di una sola mano i veri rapporti. Forse solo la mia famiglia perché anche gli amici se va bene a loro se ne fregano di come stai tu vorrei imparare anch’io ad esser cosi ma non riesco e tendo sempre una mano al prossimo o a chi sta in difficoltà ma purtroppo non fa parte del mio carattere. Grazie mille a te Luciano Raffaele
Grazie Teresa per il tuo importante contributo, ti auguro di raggiungere i tuoi obiettivi.


